Bianca usai genitori

Bianca usai genitori: Una famiglia senza madre è raffigurata in questo cortometraggio di circa 10 giorni senza una madre. Quando Giulia (Valentina Lodovini) decide di prendersi una pausa di 10 giorni tra pappe, chiacchiere con le mamme e inclusione all’asilo, il marito Carlo (Fabio De Luigi) si ritrova nella posizione di ‘mamma’ dei suoi tre figli, e deve conciliare lavoro e obblighi familiari.

Bianca usai genitori
Bianca usai genitori

In una nuova collaborazione con l’amico Alessandro Genovesi, Fabio De Luigi torna sul palco per recitare in una commedia che sarà una delle sorprese del festival del botteghino di inizio febbraio. È la storia di “10 giorni senza mamma”, e De Luigi è nei panni di Carlo, un papà perennemente affranto ed esausto dal lavoro, e che si ritrova praticamente arenato nella balia dei suoi tre figli quando la moglie ( Valentina Lodovini) decide di lasciarli per 10 giorni per recarsi a Cuba con il suo amante. Da quel momento in poi, tutti i colori sperimenteranno un capovolgimento di fortuna.

È innegabilmente una foto di famiglia, e questo era l’obiettivo principale, così come l’obiettivo di far sentire il pubblico immedesimato e solidale con l’intero cast e la troupe. Sembra essere una storia degli anni ’50, ma in realtà si svolge nel 2019.

«Ho la formazione giusta per questo lavoro difficile: ho cambiato più di mille pannolini nella mia vita. E lavoro come padre da quando avevo 11 anni. Oltre al metodo “Actors Studio”, non c’è altro.

Bianca usai genitori
Bianca usai genitori


Valentina: «Non ho figli e non passo molto tempo con loro, ma sul set mi sono trasformata in una specie di seconda madre. Abbiamo riso molto e sono riuscita a convincere Bianca a dire la sua frase più lunga: “È una famiglia che resta unita nella buona e nella cattiva sorte”. «Credo che sia una promozione sul campo!»

Per quanto riguarda una delle star del film, la giovane Bianca Usai, il regista, Alessandro Genovesi, ha descritto l’esperienza di lavorare con lei come “un’esperienza unica e indimenticabile”. «Poiché occorreva il conflitto perché la storia si consumasse, i personaggi sono tre: una ragazzina di quindici anni inghiottita dalla rabbia adolescenziale, un bambino di otto anni che sta per diventare un terrorista, e una giovane donna di due anni completamente libera e digeribile. Per lavorare con Bianca, era necessario lavorare allo stesso ritmo con cui lavorava lei; questo era estenuante, ma tutti i bambini erano abbastanza professionali”.

“Quando abbiamo iniziato il nostro viaggio, Bianca aveva due anni e aveva bisogno di imparare a parlare nella sua lingua, che era una specie di grammelot. Tuttavia, quando siamo arrivati ​​alla fine del viaggio, stava parlando quasi come Baricco”.

Bianca Usai mamma

Genovesi ha scritto la sceneggiatura a quattro mani con Giovanni Bognetti, mentre Federico Masiero e Claudio Di Mauro si occupano rispettivamente della fotografia e del montaggio, nella produzione. Tonino Zera è responsabile della scenografia, mentre Andrea Farri è responsabile della composizione della partitura musicale. Nel cast ci sono anche Diana Del Bufalo e Antonio Catania, solo per citarne alcuni. “10 giorni senza mamma” sarà acquistabile nei nostri negozi a partire dal 7 febbraio, grazie all’impegno di Medusa Film e Colorado Film.

Bianca usai genitori
Bianca usai genitori

Giulia e Carlo sono una coppia come tanti altri. Mentre lui è interamente coinvolto nella sua professione – è il responsabile delle risorse del personale di un’azienda di generi alimentari e un giovane impiegato sta cercando di “creare le sue scarpe” – Giulia è responsabile della famiglia, e lo fa con un costo personale notevole per suo marito e i suoi figli. Giulia ha rinunciato alla sua carriera di avvocato per prendersi cura dei suoi tre figli (Camilla, un adolescente di 13 anni sfacciato e ribelle, Tito, che a dieci anni si preoccupa solo di fare la guerra a tutti, ma soprattutto ai suoi 2 -sorella di un anno, Bianca), e ora si destreggia tra mille responsabilità per garantire una tranquilla quotidianità alla sua famiglia.

Giulia sceglie di prendersi una piccola pausa dal marito e programma una vacanza di 10 giorni a Cuba con la sorella perché non si sente totalmente apprezzata da lui. Adesso tocca a Carlo capire che tenere una famiglia in ordine non è così semplice come sembra e che una donna, anche se casalinga, non ha tempo per uscire con le amiche o per fare un pisolino quando marito sta lavorando.

L’importanza della famiglia non può essere sopravvalutata.

Come ispirazione per il suo film, Alessandro Genovesi si è ispirato alla commedia argentina del 2017 Mamá Se Fue de Viaje (10 giorni senza mamma), che è già stata opzionata per un remake in lingua inglese. Genovesi ha voluto rappresentare il piano di una famiglia che si sta solo conoscendo. In verità, Carlo, l’archetipo del padre assente che conosce solo i nomi dei suoi figli, si ritrova nel mezzo di una meravigliosa opportunità per connettersi più intimamente con i suoi figli e finalmente godersi un po’ della caotica ma bella famiglia che hanno tutti creati insieme.

Bianca usai genitori
Bianca usai genitori

Ogni volta che Giulia (Valentina Lodovini) prende la decisione di prendersi una pausa dalla famiglia e recarsi a Cuba con la sorella, il marito Carlo (Fabio De Luigi), responsabile delle risorse umane di un’azienda di generi alimentari, si trova ad occuparsi della gestione della dinamica da solo. La famiglia e la lotta contro le paturnie adolescenziali della tredicenne ribelle Camilla (Angelica Elli), le “atti terroristiche” di Tito (Matteo Castellucci) e gli irrefrenabili capricci creativi di Bianca (Angelica Elli) sono i temi portanti del film (Bianca Usai, figlia del produttore del Colorado Alessandro Usai, ndr).

Carlo, ora trasformato in un mammo, affronterà la sua sfida più difficile: destreggiarsi nell’organizzazione meticolosa della vita quotidiana, dagli appuntamenti sportivi all’ingresso all’asilo, dai litigi alle trasformazioni fisiche, il tutto con il prezioso aiuto di Lucia, interpretata da Diana Del Bufalo in un ruolo mai visto prima sullo schermo.

Ogni pezzo di equipaggiamento comico nella commedia 10 giorni senza genitori è eseguito in modo impeccabile nei suoi 94 minuti di durata e le risate esplodono spontaneamente dalle situazioni della vita ordinaria su cui ogni mamma, papà e bambino possono solo riflettere. Ciò è dovuto al fatto che tutto è esagerato all’estremo. Nonostante ogni incidente, capriccio, scenario o disavventura che Carlo incontrerà nel suo viaggio (dal colpo ai denti al fantozziano di testa che lo sfida continuamente) sia amplificato all’estremo, il film è tagliente e funzionale per via di questo.